Come leggere i Tarocchi al rovescio

interpretare i tarocchi al rovescio

La dignità delle carte: aspetto dritto e rovescio

 

Dignità” è il termine che viene utilizzato per indicare il verso di uscita di una carta. Esaminando un mazzo di Tarocchi (ma anche Sibille o alcuni mazzi regionali, come quello napoletano), notiamo subito che esiste una direzione, un alto ed un basso. Come leggere i Tarocchi al rovescio? La differente posizione modifica il significato della carta?
La risposta è: sì e no.
Esistono varie scuole di pensiero: per alcuni le carte vanno utilizzate solo in un verso di lettura, e se accidentalmente una carta dovesse presentarsi rovesciata, questo non avrebbe alcuna influenza. Per la seconda scuola, i significati variano -a volte anche in maniera notevole- se una carta presenta una dignità piuttosto che un’altra.

Premessa: il mio rapporto con altre tradizioni e visioni

 

Prima di procedere nello sviluppare come leggere i Tarocchi al rovescio, ritengo fondamentale fare una premessa: rispetto le modalità di lettura di ognuno, e qualunque sia la tecnica che una persona utilizza per le stese, se è in sintonia  con lei e porta risultati positivi, è sicuramente un metodo da non abbandonare.

Oltre a questo, tante persone imparano a leggere le carte nel filone di tradizioni (spesso popolari) molto strutturate, e quindi caratterizzate da regole ben precise. Non è mia intenzione mettermi contro alcuna tradizione che, in quanto tale, ha alle spalle la forza del tempo e l’energia di quanti l’hanno seguita ed alimentata. L’unico “limite” (se così si può definire) che posso ravvisare,  è che non esiste una sola tradizione, ma più tipi diversificati anche per bacini geografici.

L’interesse che mi spinge a studiare i Tarocchi e le carte in generale, a tenere corsi e a promuovere questo sito, è di tipo conoscitivo e per amore dell’argomento. Rispetto le tradizione (che cerco di studiare quanto più posso) e voglio anche andare oltre ad esse, per riuscire a trovare (se mai esistesse), l’essenza stessa dei Tarocchi, quel fil rouge che lega assieme il tutto. Obiettivo che, probabilmente, non concluderò in questa vita, data la vastità dell’argomento.

 

I tarocchi: incarnazione di archetipi

 

tarocchi e archetipi

Che si tratti di arcani maggiori o minori, i Tarocchi rappresentano prima di tutto degli archetipi, delle idee e pensieri, e le emozioni ad essi connesse. E’ molto difficile riuscire a trovare in natura qualcosa che si manifesti in maniera pura: tutto si presenta mischiato, eterogenea, e anche quando si cercasse di portare ordine e di isolare qualcosa, il sistema tornerebbe a breve nello stato originario.
lo stesso avviene per le esperienze di vita che viviamo: anche nella più grande gioia si può nascondere un velo di malinconia, così come nella più buia notte dell’anima, può esserci la gioia per la certezza dell’evoluzione. Quello che avviene nei vari frangenti della vita,  è che emozioni a volte contrastanti si manifestano contemporaneamente, fondendosi e interagendo tra loro, in una continua trasformazione.

I Tarocchi, nella loro perfezione, prendono atto di questo aspetto: ogni carta può rappresentare infatti tanto una spinta all’evoluzione, alla trasformazione, che un blocco, un impedimento. La stessa carta quindi può, in certe situazioni essere di grandissimo aiuto, e essere un problema in ambiti o momenti differenti, indipendentemente dal fatto che si presenti dritta o rovesciata.
Sono quindi poco incline alla visione che descrive alcune carte come totalmente positive in opposizione ad altre espressamente “negative”: tutto è in movimento e in evoluzione, quindi anche aspetti a prima vista limitativi o pesanti possono in seguito rivelarsi forieri di trasformazioni utili (vedi ad esempio l’arcano XVI-La Maison Dieu).

Riportando il discorso sul come leggere i Tarocchi al rovescio, spesso sento dire: “Quando una carta esce dritta è positiva, al contrario è negativa. Io credo che questa sia una interpretazione un po’ troppo riduttiva, che non permette di cogliere nel pieno le infinite sfumature che una lettura può dare.

L’interpretazione dei Tarocchi è un’arte. Quando osserviamo un quadro, ne guardiamo i colori, le forme, i simboli, e contemporaneamente ascoltiamo le sensazioni, le intuizioni che esso ci comunica. Lo stesso è con i Tarocchi: non basta studiare o conoscere le tecniche; la vera interpretazione è la somma di più fattori, (che sicuramente devono essere tecnicamente corretti), unita alla fiducia nella propria intuizione. La fiducia nell’intuizione la si costruisce attraverso l’esperienza, allenandosi e imparando a conoscere in quale modo l’intuito comunica con noi.

 

Come leggere i Tarocchi al rovescio: la pratica

come leggere i tarocchi al rovescio

Foto di André Kertész

 

Veniamo ora a capire come leggere i Tarocchi al rovescio in maniera concreta nel corso di un consulto.

In linea di massima, una carta al dritto rappresenta un punto di forza, un aspetto acquisito e rielaborato, un risultato che siamo in imminente procinto di ottenere. Le carte dritte sono il basamento delle azioni da compiere, quello che abbiamo appreso e quindi possiamo mettere a frutto, utilizzare nel migliore dei modi.

Allo stesso modo, una carta dritta rappresenta qualcosa di cui siamo sicuri, e che difficilmente saremo portati a mettere in discussione. Non sempre è detto che questa “monoliticità” possa essere un aspetto positivo: troppa certezza può essere causa di problemi. Tutto ciò, a rimarcare il fatto che dritto e rovescio non sono sinonimo di “positivo” o “negativo”.

La carta al rovescio, è la descrizione di quello che è il punto debole, il nervo scoperto su cui agire per poter portare in equilibrio la situazione generale. Rappresenta quanto ancora non è in grado di esserci pienamente di aiuto; sono quelle caratteristiche personali sulle quali stiamo lavorando e che ancora non possono dirsi raggiunte.

La carta al rovescio è un percorso da compiere, e in questo viaggio, il consultante o ancora non è partito o ha davanti a sé ancora molta strada da percorrere. Una carta al rovescio potrebbe indicare che cicli che si credevano compiuti e realizzati, in realtà ancora hanno bisogno di maturazione e lavoro.

Infatti, una ulteriore interpretazione della dignità rovesciata, è che i tempi non sono ancora pronti: il significato non è quindi negativo, ma semplicemente rimandato nel tempo, non attuale.

Facendo un parallelo con l’astrologia, la carta al rovescio è la quadratura: un aspetto che stride, magari scomodo, ma che allo stesso tempo è in grado di accendere la scintilla verso l’evoluzione e una nuova realizzazione.

Giri in cui tutte le carte dovessero uscire al rovescio non sono per nulla da leggersi come disfatta: è sempre compito di un bravo tarologo aiutare il consultante a fare luce sulla situazione che sta vivendo, aiutandolo prima di tutto nel cercare soluzioni ed alternative valide al raggiungimento di un obiettivo. Se tutto è rovesciato, il primo messaggio è che, probabilmente, il consultante sta valutando la situazione da un punto di vista opposto a quello che dovrebbe adottare (l’arcano XII-L’appeso, è l’emblema di questo rovesciamento). Altro messaggio che ne deriva è che si è messa troppa carne al fuoco, quando invece è necessario affrontare un passo alla volta, per non rischiare di trovarsi sopraffatti dalle situazioni.

Alcune stese (ad esempio, lo schema del pro e contro, la croce greca a 5 carte) per l’interpretazione, prevedono schemi in cui una (o più) carte rappresentano i vantaggi, i pro, i punti di forza che una persona o situazione possiede. Spesso capita che in questa posizione esca una carta a rovescio. Il primo istinto sarebbe di dire: “non c’è nulla di buono“, ma questo a mio avviso sarebbe un grande errore.

Se la posizione mi indica i vantaggi, allora devo essere coerente allo schema che ho adottato, e trovare il positivo nella carta al rovescio. Stesso discorso nel caso in cui una posizione nello schema mi indichi le perdite, le limitazioni, i contro: una carta dritta non vuol dire che non ci sono blocchi, ma sono la certezza stessa e la struttura raggiunta a rappresentare il blocco.

Una Torre rovesciata mi può suggerire che, il fare resistenza per non fare emergere  determinati aspetti della personalità, sia un bene, perché in caso contrario non saremmo in grado di gestire la trasformazione.

Un quattro di spade al rovescio potrebbe voler dire che la situazione di isolamento forzato nella quale ci si trova è positiva, dato che magari ci vieta di venire a contatto con ambienti per noi nefasti. Ad esempio, un periodo di convalescenza che permette di non partecipare direttamente a litigi sul posto di lavoro.  Forse, grazie a questo isolamento noioso e subìto, scopriremo un nuovo interesse, saremo costretti a organizzare diversamente la nostra giornata, paradossalmente uscendo dalla routine mentale che la carta rappresenta.

Un Asso di Denari dritto in posizione di “contro” può indicare che il benessere e la soddisfazione stanno facendo perdere di vista ideali più spirituale, più valoriali.

Questi sono solo alcuni suggerimenti su come leggere i Tarocchi al rovescio qualora dovessero venire a trovarsi in una lettura.  Altri significati arrivano dall’esperienza, dallo studio, dai corsi: attività che permettono un confronto più diretto con i Tarocchi, un mettersi in gioco che necessariamente porta a creare un rapporto con le carte intimo e personale: la base di una lettura di qualità.

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